"Le storie servono alla poesia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico: insomma all'uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perché in apparenza non servono a niente: come le poesie e la musica, come il teatro e lo sport... Servono all'uomo completo e, vorrei aggiungere, a completare un uomo."
Gianni Rodari


giovedì 25 novembre 2010

Metamorfica





Cambiano i gesti, cambiano gli sguardi,
cambiano le volontà, cambiano i desideri.


Cambiano le parole,
cambiano le frasi.


Cambiano le azioni,
cambiano gli impegni.


Restano i piedi a terra,
a reificare la volontà.


E resta la testa tra le nuvole,
a trarre ispirazione dagli orizzonti.





sabato 20 novembre 2010

Io parlo.





In questi giorni non faccio che parlare. Parlare da arrabbiato. Parlare forte, parlare alto, perché sono ancora molti quelli che girano con le dita nelle orecchie.

Parlo della Corte Costituzionale che bypassa le Leggi regionali che bloccavano la costruzione di centrali nucleari nel loro territorio, o che respinge il ricorso delle Regioni contro il Decreto Ronchi, frustrando le speranze di tutti i cittadini che pretendono che l'acqua sia un diritto non commerciabile.

Parlo delle motivazioni che vogliono Dell'Utri intermediario di mafia, e di un sistema parlamentare che lascia lui e il beneficiario delle trattative liberi di governare invece che costringerli a soggiornare nelle patrie galere.

Parlo dell'arbitraria e "liberale" decisione del governo di intascarsi il 75% del 5xMille del 2009. Trecento mila euro frutto di donazioni libere e consapevoli dei cittadini. Salvo poi chiarificare: "Siamo stati fraintesi: intendiamo solo dare un acconto, più tardi daremo anche il resto..."

Parlo del colpo di mano grazie al quale le scuole private si sono viste ridare i fondi tagliati, mentre la scuola pubblica muore sotto edifici fatiscenti, dirigenti scolastici aziendalisti e burocrati, e insegnati pettegoli e chini a qualsiasi colpo basso pur d'essere più produttivi.

Parlo della volgarità barbarica, deludente e strisciante sventolata dai praticanti della "politica del fare". Una volgarità mai fine a se stessa, sempre finalizzata a costruire un'immagine e un comportamento nei quali la gente possa trovare un'istintiva identificazione, un anestetico punto di riferimento al quale delegare ogni pulsione e desiderio di rivalsa.

Parlo della vigliaccheria che spurga dalle invocazioni della pena di morte: un grido impulsivo e volgare, che arriva dal ventre di chi non intende trovare alcuna risposta costruttiva al delitto.

Ecco perché fatico a scrivere. Perché, in qualche modo, preferisco parlare. E Denunciare. E Resistere.



lunedì 15 novembre 2010

Convegni, letture, progetti






***

Si è concluso il Workshop sull'Educazione Ambientale organizzato da Area Parchi Lombardia presso il Parco del Ticino, nella zona della Riserva Naturale Orientata "La Fagiana" (titolo "Quali strumenti per diffondere l'offerta formativa?").

La partecipazione è stata altissima: da tutta la Regione sono intervenute Associazioni, Cooperative ed Enti gestori di parchi e riserve. Tutti hanno portato le loro esperienze, le loro professionalità e la loro voglia di mettere in rete ciò che si conosce e ciò che ancora crea dubbi e paure.

Alcune delle preoccupazioni che abbiamo avvertito riguardano:

- Gli enormi tagli alla scuola pubblica e le condizioni di lavoro di maestri e insegnanti,

- La mancanza di un albo professionale di guide naturalistiche/educatori ambientali (e la conseguente precarietà di tutte le professioni coinvolte in attività di EdAmb),

- La concorrenza tra gli attori del settore, non sufficientemente regolata da Enti amministrativi

- La necessità di dotarsi di un sempre più ampio ed inclusivo quadro teorico/pedagogico valido e all'avanguardia (che grazie a Midori del CNR di Genova e al contributo di Salomone dell'Universtà di Bergamo si sta delineando sempre più in termini quali interdisciplinarietà, ricorsività, complessità, partecipazione, coprogettazione e responsabilizzazione)


Nonostante tutto ciò, l'entusiasmo è stato elevato e la partecipazione ai dibattiti e ai laboratori ha permesso di arrivare alla conclusione dei due giorni di incontri con una larga soddisfazione generale.

Alcuni margini di miglioramento (come la necessità di limitare i "momenti vetrina" o le "attività frontali" in favore di attività partecipative ed esperienziali) ci sono sempre, ma gli organizzatori hanno dimostrato di saper cogliere le critiche e sviluppare soluzioni interessanti, quindi si vedrà l'anno prossimo che cosa proporranno.

***

- "Pro e Contro Marx" di Edgar Morin. Una raccolta di riflessioni sul pensiero marxiano e sulla necessità di ripescarne l'originale filosofico (la "dialettica" come principio primo dell'esperienza e del flusso dell'esistenza) al di sotto di tutte le letture politiche e corrotte che ne sono state fatte nel tempo. Questo per comprendere a fondo la necessità di adottare quello che Morin definisce Epistemologia della Complessità.

- "Il Condominio" di J.G. Ballard. Un racconto scritto nei primissimi anni '70 in maniera follemente lucida. Racconta il tracollo sociale all'interno di una futuribile città-condominio, nella quale la tecnologia più avanzata diviene un mezzo ordinario quanto inconscio per demolire inibizioni e scrupoli alla base della convivenza civile.


***

I Maestri Itineranti aprono la stagione 2010/2011 dei progetti nelle scuole con due imprese piuttosto impegnative:


- "Intergalattici Rifiuti", progetto nel quale un gruppo di bambini di 1^ e 2^ elementare saranno chiamati ad organizzare il Congresso Intergalattico dei Maestri Itineranti sui Rifiuti, al quale parteciperanno anche i Delegati galattici del Mondo della Carta e del Mondo della Plastica. In collaborazione con le scuole e il comune di Lonate Pozzolo.

- "L'Aula in Giardino 2.0", nel quale si organizzeranno la progettazione e la realizzazione di un "giardino d'acqua" nei pressi della Scuola media di Leggiuno, continuando il lavoro fatto l'anno passato. In collaborazione con il lungimirante Assessorato alla Pubblica Istruzione e un invidiabile parterre di eccellenti insegnanti.




giovedì 4 novembre 2010

Una vela al futuro




O "Pensieri per qualcosa ch'è un po' più di un arrivederci
e un po' meno di un addio"


Le esperienze di crescita sono un tessuto dalla trama fitta e resistente.

Vi si intrecciano gli affetti e le sconfitte, gli amori e i dispiaceri, gli insegnamenti e le scelte sofferte, gli errori e le vittorie. Vi si intrecciano le vite delle persone che ci stanno vicine, di quelle che ci siamo lasciati alle spalle, di quelle che vogliamo incontrare e di quelle che un giorno - presto o tardi - incroceranno ancora il nostro cammino.

Questo vorremmo che ti restasse di noi. Di noi e di te, di questi anni, mesi, giorni passati insieme. Vorrei che ti restasse un tessuto di vita intrecciata, caldo e resistente, per farne quello che sogni: una coperta per le notti più fredde o una vela per navigare verso il futuro.


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lunedì 25 ottobre 2010

Un sorriso, una goccia





Il vento spazzava le fronde degli alberi come non si vedeva da tempo, e la pioggia batteva sul tetto con forza, in goccioloni freddi e insistenti. Il ragazzo restava seduto proprio vicino alla finestra, leggermente aperta, come ad invitare vento e pioggia a farsi strada in casa, a prendere una tazza di caffè. Carta e penna sullo scrittoio, un vecchio bastone e un coltello da intaglio appoggiati lì vicino, un libro spiegazzato buttato sulla coperta stropicciata ai piedi del letto. Era una mattina d’inizio settimana, e c’era tutto il tempo del mondo per svegliarsi e combinare qualcosa di buono. Ora poteva immaginare i fiumi gonfiarsi e i sentieri dei boschi trasformarsi in un tappeto di aghi, fango e foglie, o i funghi ingrossarsi per poi marcire, gli scoiattoli al riparo di qualche tronco mentre rosicchiavano le riserve di pigne, o un qualche riccio appallottolato sotto una siepe pronto per andare a stanare lombrichi e coleotteri. Poteva pensare alle trote, all’immensa loro sfortuna di non sapere che effetto facesse la pioggia sul viso, o agli aironi, che se ne volavano con quel loro incedere altezzoso e non curante delle nuvole o della pioggia. Poteva immaginarsi mentre affondava le dita nel pelo soffice di un gattino ormai cresciuto e lontano. Di lì a qualche tempo avrebbe scritto, avrebbe intagliato, avrebbe preso la tela cerata per una camminata sotto l’acqua sferzante. Per il momento, però, c’era tutto il tempo del mondo.


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lunedì 18 ottobre 2010

Al chiar di luna








Non trovi che sia una notte magnifica per ballare al chiaro di Luna?
Con le stelle lassù, a riflettersi nei tuoi occhi!
E' una notte perfetta per farsi la corte, non pensi?

Con questo cielo d'ottobre a farci da complice,
le foglie che cadono al sussuro del vento
ed io che cerco una risposta a questi tuoi timidi cenni?

Vedi: anche la notte è incantata,
sembra sussurri e ammutolisca...
Persino la luce della luna sembra
un riflesso del tuo viso arrossito!

... Voglio solo ballare con te, ci stai, amore mio?
... Voglio solo farti la corte, che ne dici, amore mio?

Ecco... Questa notte voglio fare l'amore con te:
Non posso proprio aspettare che diventi giorno!
Succederà a momenti, so già che stai per crollare...

Ah... E quando sarai tra le mie braccia,
troverai il mio cuore già pronto: non ti lascerò sul più bello.
Prima o poi i miei sogni diventeranno realtà, mia cara..

Prima o poi sarai mia... e fremerai ad ogni mio tocco.
So benissimo che cederai, non cercare di resistermi...

... Voglio solo ballare, amore mio: con la luna, con te,
con questa luce d'argento e questa notte magica...
ancora una volta,
una sola...


Link alla canzone originale, Moondance di Van Morrison.


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domenica 10 ottobre 2010

Per un passero, il prossimo inverno...





Se, anche a voi, capitasse di guardare fuori dalla finestra, potreste scorgere - tra i rami in giardino o sul balcone di casa - qualche passerotto smarrito e svolazzante.


I più sensibili di voi potrebbero iniziare a domandarsi dove mai questi dolci uccelletti possano andare a procurarsi il cibo durante l'inverno, finendo quindi per prodigarsi nello sbriciolare quantità incredibili di pan secco sul davanzale della finestra. Per quanto il gesto sia assolutamente caritatevole e in buona fede, rischia di ritorcersi contro quegli uccelletti che volevate salvare: il pane, infatti, dona una sensazione di finta sazietà, e non presenta quei benefici nutritivi dei quali passerotti e simili hanno bisogno.


Allora riporto le istruzioni per costruire un buon "ripostiglio" per le semenze invernali, esattamente come quello che appenderò al mio balcone tra qualche settimana.


Per costruirlo sono necessari:
- un barattolo di vetro, il più cilindrico possibile (l'apertura non troppo stretta rispetto al vasetto)
- due tondi di cartone spesso, leggermente più stretti del barattolo di vetro
- fil di ferro
- una mistura di semenze: la più consigliata contiene miglio, girasole, papavero, canapa e frumento
- dello strutto


Bucate i due tondi di cartoncino, fate passare il fil di ferro nel primo e fissate il tutto sul fondo, annodando il filo o ancorandolo con un pezzetto di legno.


Calate il tondino col fil di ferro dentro al barattolo.


In un recipiente, preparate un misto di strutto e semenze. Lo strutto non dovrà essere in eccesso, altrimenti gli uccellini faranno fatica a trovare i semi, ma questi ultimi non dovranno essere troppi, altrimenti il nostro "serbatoio" non avrà la giusta consistenza e si disferà.


Versate la mistura nel barattolo di vetro, facendo attenzione a tenere il fil di ferro ben dritto, con una parte fuori dal bordo. Applicate poi l'altro cartoncino, premendo leggermente sulla superficie della mistura e fissatelo col fil di ferro.


Quando lo strutto si sarà solidificato, estraete il tutto dal barattolo di vetro. Se il barattolo non vi dà problemi, dovreste trovarvi con un cilindro misto di strutto e semenze, sorretto dai due tondi di cartone, con un'asola di fil di ferro pe poterlo appendere ad un albero in giardino o sul balcone.


Potete farne quanti volete, potete usare una tolla dei fagioli al posto del vetro, uno spago al posto del fil di ferro, potete applicare delle stecche di legno all'interno per facilitare l'appoggio degli uccellini, potete cambiare mistura e vedere quali uccellini preferiscono questo o quello... insomma, potete sbizzarrirvi... A patto che mi raccontiate come va!



martedì 5 ottobre 2010

Profumo d'ottobre






C'era nell'aria un profumo strano. Era qualcosa che somigliava all'umido dei funghi, quelli buoni da mangiare, o all'umido della pioggia, quella buona da ascoltare, o ancora al gonfiore delle nuvole, quelle belle da vedere. Era un profumo tutto autunnale, di quei profumi che a toccarli avrebbero ricordato capelli lunghi e vispi, raccolti in trecce e riccioli. Era un profumo accogliente: faceva pregustare qualcosa di buono che sarebbe stato pronto di lì a poco. Era un profumo tutto suo, simile a mille altri e diverso da tutto. Come di una piccola storia d'amore che cresce, silenziosa e spugnosa, nel sottobosco di una vita e si arrampica sui giorni: con la dolce pretesa di distillare pioggia e sole in egual misura, goccia dopo goccia.



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martedì 28 settembre 2010

Con una manciata di giorni tra le dita





Dieci giorni per far valere i propri principi
Dieci giorni per far splendere un piccolo sogno a due ruote
Dieci giorni per progettare un volo per due
Dieci giorni per ri-scoprire l'appoggio delle socie
Dieci giorni per mettere in piedi mille progetti in un progetto
Dieci giorni per riscrivere i propri orari di lavoro
Dieci giorni per farmi assalire dall'ansia del fiume
Dieci giorni per ricordare che bello è raccontarsi
Dieci giorni per scoprire che è bello aspettarsi
Dieci giorni per scoprire che gusto c'è a piantare i piedi
Dieci giorni per scoprire che è vero, la diplomazia non è l'unica via
Dieci giorni per vivere ogni secondo
Dieci giorni per non potersi fermare a scrivere due righe
Dieci giorni per fare un piccolo agguato al fratellino
Dieci giorni per aver voglia di ridere
Dieci giorni per aver voglia di fare l'amore
Dieci giorni per chiudere il mondo fuori
Dieci giorni per serrare il mondo tra i denti
Dieci giorni per chiudere il mondo nel cuore
Dieci giorni per studiare come un matto
Dieci giorni per trovare nei libri quello che ho sempre pensato e mai saputo
Dieci giorni per vivere, vivere e vivere ancora.
Così son state, queste giornate sincopate.
E così saranno le prossime.
E quelle dopo..
e quelle dopo ancora...

Quindi non preoccupatevi se non scrivo, ok? ;-)



sabato 18 settembre 2010

La rivoluzione rosa






Sono stato al primo concerto dei 99Posse della mia vita, ho mangiato peperoni rossi, ho comprato pupazzi solidali, ho perso la metro, ho trovato un parcheggio chiuso e un sacco di ospitalità inaspettata, assieme ad una maglietta rosa e lenzuola griffate HelloKitty.

Premetto che credevo che andare ad un concerto dei 99Posse fosse un po' come assisstere al concerto dei Blues Brother nel locale dei GoodOldBoys, quando cantano ripetutamente Raw Hide per l'intera serata, solo con Zulù al posto di Belushi, a ripetere CurreCurreGuagliò per due ore filate. E invece mi sono ricreduto: due ore spicce di ritmi serrati, musiche elettriche e sonorità reggae, il tutto condito con un estremismo politico enfatico e prorompente, tanto quanto il pancione di Zulù tra i tatuaggi e i due vocalist straparlanti.

Il concerto è stato offerto dal papà di M. - una ex-ragazza marinaia della Ciurma delle Ragazze Cresciute. Io e M. ci siamo trovati al parcheggio sotterraneo, abbiamo preso la metro e siamo andati a ritirare i biglietti. Abbiamo mangiato i panini con prosciutto e pepperoni che la madre di M. ci ha preparato e ci siamo seduti sulle transenne a giocare a "Eleggi Miss Ridicola 2010": ha vinto una tizia coi pantacollant rasoiati e una felpa tirata giù a fare da minigonna. Poi siamo andati al concerto, aperto da una cantante psicosomatica di nome Costanza che pareva orgasmare ad ogni campionatura.

Gustate le sparate antifasciste della Posse, abbiamo cercato di prendere la metro, ma l'ultimo treno ha sferragliato davanti ai nostri orecchi attoniti. A quel punto, coi mezzi di superficie, arrivare in orario al parcheggio sembrava meno fattibile che prendere Cuba negli anni '50 con un manipolo di eroi. E di fatti abbiamo perso anche il parcheggio, che ha tenuto in ostaggio la mia AutoBlu tutta notte.

Per questo mi sono trovato a svegliare tutta la famiglia di M. e farci venire a prendere a chilometri di distanza. Il tutto per darmi un letto a poix sul quale dormire, un lavandino coi pesci rossi nel quale lavarmi e una enorme maglietta rosa appena lavata.

Mai passata una notte così rosamente rivoluzionaria.




giovedì 16 settembre 2010

Quel che dirò






Sarà che da due giorni non leggo altro che di diatribe nell'etica ambientalista tra soggetivisti e sostanzialisti.

Sarà ch ieri ho dovuto rincorrere un assessore in un cimitero.

Sarà che le mie socie sono state prese a pesci in faccia una volta di troppo.

Sarà che la mia prof di riferimento e la mia prof preferita (che sono due persone diverse) stanno cominciando un anno scolastico pessimo, all'insegna della burocrazia manigolda di chi non è affatto capace né di delegare né di creare un autentico clima di collaborazione - ma solamente di controllare, valutare, verificare e terrorizzare.

Sarà che un ricercatore a Palermo si è suicidato per dire all'Italia che anche l'università s'è venduta il culo, e non da ieri.

Sarà che ormai si inaugurano edifici scolastici griffati dai partiti senza alcun pudore (le griffe e i partiti).

Sarà che questo schifo di clima da crisi politica ed economica e sociale sta arrivando a toni che non sentivo da anni.

Sarà tutto quel che vuoi, ma stasera sono stanco e devo andare comunque al lavoro. Vorrei solo poter abbracciare strette le ragazze della Ciurma e dir loro che tutto andrà per il meglio.

Che le scuole griffate crolleranno, appena messi in salvo i bambini.

Che i ricercatori non dovranno più volare dalle finestre, spinti da un'invisibile commissario della mafia accademica.

Che le associazioni come la nostra potranno contare su finanziamenti pubblici anche senza indossare spille o cravatte del colore prestabilito.

Che la scuola burocratizzata crollerà sotto il suo peso e resteranno solo le insegnati lungimiranti, progressiste, rivoluzioniste e collettiviste.

Che i lavoratori di oggi finalmente capiranno che parlare di diritti non è parlare di privilegi, e che i privilegi sono le buoneuscite miliardarie degli amministratori mangioni e papponi.

Che c'è un'idea di Italia diversa da quella di una grande azienda libertaria fino ad essere liberticida.

Che c'è un'idea di futuro. Un futuro nostro. Un futuro che ci viene nascosto e negato da chi ci vuol tenere ignoranti, cafoni e striscianti.

Che le cose cambieranno.

Che la gente presto smetterà di accendere la TV e le antenne verranno bruciate e abbattute.
Questo è quello che dirò loro.

Stasera. E domani. E dopo domani.





lunedì 13 settembre 2010

Proprio lunedì






In un lunedì così

- con la pioggia d'autunno in anticipo
su questa fine d'estate, e un cielo azzurro
punteggiato di bianco e bagnato dal sole-

E' un vero delitto forzarmi la mente -
fatta a spirali, rimandi e ritorni -
entro le stupide linee di tappe forzate.

Così è che passo da un impegno noioso
all'odore di lei tra i cuscini.

Da una telefonata dovuta
alla piega nelle scarpe dei calzini.

Da un appunto volante
al suo modo dire in silenzio
facciamo l'amore.

Da una fattura pesante
alle bustine di thé sul bancone.

Da un timbro irrisolto
alle foglie volanti in balcone.

Dalla tastiera irritante
alle parole insistenti
sul mistero che sono.

Da un verbale mancante
allo sguardo nudo sul mondo.

Da un'agenda ricolma
all'ansia c'ho addosso.

Da un messaggio spedito
alla voglia insistente per
queste nuove distanze.



giovedì 9 settembre 2010

Quella volta che...







...
il Marinaio di Foresta morì affogato
in direzione ostinata e contraria,
con indosso un berretto di lana,
e subito seguito, in sorte,
dal suo gatto alpino
...









domenica 5 settembre 2010

L'aria cambia





L'aria rarefatta di queste notti sembra correre veloce come un treno perso tra i binari di questa folle pianura ricolma di colline boscose. La stagione è cambiata e gli odori nel vento lo testimoniano. Sono gli odori delle foglie gialle e arancioni, dei faggi scuri e delle querce robuste che si preparano a ritirare le forze per far fronte all'inverno che arriverà: gelando i sogni estivi e nascondendo i buoni intenti sotto una coperta di neve. Intanto la brina si prepara, attaccandosi sui vetri e sulle lisce superfici delle automobili: piccole goccioline lievi, a richiamare il ghiaccio sottile e biancastro che formeranno. E l'aria si ripulisce dalla calda umidità delle giornate passate, molli e gelatinose, caricandosi di quella fredda delle notti a venire: richiamando la nebbia dai terreni agricoli e dai campi di mais, in piccoli rivoli sfumati e nervosi.



martedì 31 agosto 2010

Ahi, Settembre, che farò?






E' Settembre che bussa,
con l'aria trasparente,
le future avventure
e i frutti succosi,

O sei tu,
con i baci promessi,
i sussurri ridenti
e le labbra sognate,

A farmi sorridere
di primo mattino
per il giorno che viene?





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domenica 22 agosto 2010

Mille parole da ritrovare





Avevo mille parole meravigliate per descrivere le ultime due settimane.

Gli odori della terra scottata e degli arbusti bruciati dal sole; i colori bianchi e ambrati delle rocce e i disegni dei faraglioni; i rumori sordi delle grotte e gli spruzzi gelati del mare; la pelle liscia e abbronzata; le mani strette e indiscrete; i baci rubati e quelli negati; le parole attese, quelle mai dette e quelle di sottofondo; i legami intrecciati, quelli da interpretare e quelli accettare; la difficoltà ad imparare a non far niente e quella di ricominciare a fare qualcosa.

Ne avevo mille e più di parole. Ma le ho perse. O semplicemente accantonate.

Mentre le cerco in mezzo all'umore scuro nel quale mi trovo catapultato oggi, e le scovo seguendone il luccichio profondo e inconfondibile - come quello di una stellina d'argento - , mi sento di consigliarvi altri tre titoli che mi hanno accompagnato in questo viaggio verso Sud:

- I Quattro Fiumi, opera a fumetti firmata dall'inconfondibile Vargas e da Baudoin. Per chi conosce Adamsberg e ama i romanzi grafici. Sicuramente da non leggere senza aver prima letto gli altri titoli della Vargas: non lo si apprezzerebbe abbastanza.


- Servi, di Marco Rovelli. Un reportage di viaggio e denuncia nel mondo dei clandestini, con le parole dei clandestini: schiavi novelli per quella parte d'Italia che non conosce - o non vuole conoscere - altra via alla concorrenza che lo sfruttamento becero di macchinari umani "usa e getta". Da Sud a Nord, dalla camorra alle leggi dello Stato, dai possidenti terrieri ai piccoli imprenditori.


- Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, di Mark Haddon. Un titolo improbabile per un racconto altrettanto improbabile: l'immersione totale nell'esperienza e nell'emotività schietta di un ragazzino autistico, incosciente e dannatamente amabile.



Voi leggete, io seguo la stella e ritrovo le mie parole.


sabato 7 agosto 2010

Approfitto





Approfitto del silenzio della casa,
e mi congedo per le settimane a venire.

Ché, in un modo o nell'altro,
è vacanza anche per tutta la carovana delle mie fantasie.

Si va a Sud, finalmente.

"Stesi nell'erba tra i fiori di campo
Persi a narraci future fortune
coi sensi colmi di voglia di vita
In tasca solo speranza infinita
E una fiducia infinita nel seno..."

Come cantava il buon vecchio Bertoli.


giovedì 5 agosto 2010

Il più bel regalo






Un compleanno dolce, quello di ieri.
Una letterina di ringraziamento e auguri trovata sul cuscino la notte prima. Una mattina di sonnolento riposo e lettura. Un primo pomeriggio di pulizie e bagagli. Un secondo pomeriggio di preparativi per la cena con la Famiglia Allargata.

La Famiglia Allargata è la mia famiglia. E' una famiglia sfilacciata, provata da mille parole non dette, segnata da altrettante incomprensioni e gelosie e fraintendimenti, esperienze difficili da elaborare e da sciogliere, affetti annodati alla gola e abbracci interrotti.

La Famiglia Allargata è una famiglia provata, stanca, malinconica e un poco rancorosa. E' una famiglia difficile, politicamente frammentata, moralmente interdetta, filosoficamente scontrosa, fiduciosa nel mondo in modi e maniere contrastanti.

Eppure è e rimane una Famiglia. Anche se qualcuno non ci crede più - forse per non soffrire, forse per non voler affrontare, forse semplicemente per continuare a gridare un dolore che, così crede, nessuno vuol vedere.

Eppure è e rimane una Famiglia. Proprio perché tutti vedono l’altrui dolore - gridato o taciuto che sia. Proprio perché quei fili sfilacciati continuano ad essere tenuti strenuamente, coi denti e con le mani. Proprio perché le distanze continuano a voler essere accorciate, a costo di rincorse acrobatiche, salti roccamboleschi e maschere che non parlano, celando parole e gesti ben più sinceri e affettuosi.

Eppure è e rimane una Famiglia. Perché quei legami sfilacciati lasciano permeare un messaggio di affetto, anche dove si vorrebbe far passare solo rancore e distanza. Proprio perché permeano rancore e distanza. Facendo scaturire in chi li riceve un moto di empatico desiderio a lenire le ferite di fratelli e sorelle, madri e padri che sempre resteranno legati.

Eppure è e rimane una Famiglia. E vedere tutti - o quasi - riuniti per festeggiare il compleanno di uno di noi, è e sarà il più bel regalo di sempre.

E la festa sarà festa davvero - immensa, chiassosa e felice - quando tutti saranno tutti davvero.




martedì 3 agosto 2010

Vapori d'impazienza





Tutte le energie sono stirate,
Tutte le forze concentrate.
Tengono insieme i bulloni e i morsetti
degli ultimi giorni... delle ultime ore.

La mente è già a domenica,
i piedi sul treno,
le mani intrecciate con le mani.
I profumi della terra brulla
già si confondono con la risacca e le onde.

Parole, parole, parole,
racconti e timidezze si susseguono
circondate da paure e pudori:
soffiati via da un entusiasmo
tutto da scoprire.







sabato 31 luglio 2010

Un mattino, d'estate.










La pelle nuda e liscia,
mi giro nelle lenzuola
leggendo
e sognando di te,
del cielo azzurro e delle nuvole
bianche che, immagino,
corrano nel cielo...